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Stasera ho visto alcuni screenshot del prossimo Ubuntu 10.04: semplicemente stupendo. La veste grafica è stata completamente rivista, a partire dal boot fino ai temi del desktop.

Ecco alcune anteprime:

Ubuntu 10.04: boot

Ma le novità non si fermano qui. Come potete vedere tutto il sistema è stato oggetto di un eccellente lavoro di affinamento per migliorare le cose buone che già erano comparse nella 9.10. Un piccolo dettaglio: avete notato come i pulsanti per ridurre ad icona o ingrandire le finestre siano migrati a sinistra? Notate anche la pulizia dei temi, meravigliosamente semplici. Tutto rientra nella nuova linea di Canonical guidata dalla parola “Light”: Leggero. Per 6 anni Ubuntu è stato “umano”, con un tema ed una combinazione di colori che richiamavano la necessità ed il desiderio di fornire un sistema operativo a misura d’uomo. Anche il tema grafico si chiamava “Human” apposta… Ora le cose sono cambiate: i vertici hanno deciso di dare una rinfrescata totale ed hanno optato per una veste lineare e leggera, che non distragga l’utente dall’uso quotidiano del suo sistema operativo. Un unico appunto: quel rosa di sottofondo fa molto “MacOS X”…. forse sarebbe il caso di cambiarlo…

Per il resto vi rimando al 29 aprile 2010, data del rilascio ufficiale della nuova versione che, ricordo, è una LTS, o Long Time Support, vale a dire un rilascio con supporto a lungo termine.

Come è noto, da molto tempo programmo con Gambas, un Basic visuale in stile VB per Linux. Da un paio di anni curo anche il sito di riferimento della comunità italiana dei programmatori Gambas, www.gambas-it.org.
Adesso è nata l’idea e la volontà di pubblicare una e-zine per Linux, che abbiamo chiamato Il resto del Pinguino, titolo stuzzicante che richiama il noto giornale e che vuole indicare ai lettori che la nostra rivista parla anche di argomenti che altre e-zine dedicate a Linux non affrontano. La rivista sarà rilasciata in formato PDF liberamente scaricabile sotto licenza CC Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo. La rivista tratterà solo software free e open source.

Come sempre i contributi sono bene accetti…

Cosa mandare?
Recensioni di programmi o software, tutorial di ogni genere, howto, guide sulla programmazione (qualunque linguaggio, non solo Gambas), prove di distro, configurazioni di servizi e hardware, script per la bash ecc… L’importante è che l’argomento sia Linuxiano.

Come mandare?
E’ preferibile inviare un pacchetto compresso (sono accetti i formati .tar.gz, .tar.bz2 e .7z; NON inviare .zip) contenente l’articolo scritto in un file testo semplice (.txt per capirsi) con le eventuali immagini a corredo di dimensione max 800×800/1 MB cad. Alternativamente è possibile spedire il pezzo in formato .odt. NON inviare in formati proprietari (.DOC).

Dove mandare?
Alla casella di posta elettronica ilrestodelpinguino@gambas-it.org.

Per saperne di più vi rimando qui
Grazie per eventuali contributi.

Dopo alcuni giorni di lavoro ho terminato la ristrutturazione di Gambas-it, il portale della comunità italiana dei programmatori Gambas.

Abbandonata la vecchia struttura basata sul CMS Xoops per gestire il sito ed il forum con affiancato Mediawiki , ho optato per una divisione del sito in 3 parti: lasciando intatto il Wiki, ho installato Simple Machines Forum quale motore di forum (visto che è la sezione principale del sito, ho deciso di affidarmi a qualcosa di robusto e potente) ed ho poi tirato su un blog basato su WordPress quale contenitore delle news e dei download.

Il risultato è soddisfacente perché finalmente la comunità ha un forum come si deve.

Chi di voi ha acquistato l’Asus Eee 1101 HA avrà senz’altro notato come il supporto Linux per il suo chip grafico, l’odiatissimo (dai Linuxiani) Intel GMA 500, sia praticamente inesistente. Ciò è dovuto al fatto che, come ho detto nel mio precedente post, questo chipset è prodotto da una società terza e rimarchiato da Intel che non ne detiene quindi i diritti totali e non può rilasciare dei driver open-source dato che alcune porzioni del codice dei driver del costruttore non sono liberamente distribuibili. In attesa che Intel stessa rilasci dei driver completamente liberi e funzionanti dobbiamo barcamenarci con dei vecchi driver che sono stati rilasciati da Dell per una versione modificata di Ubuntu che preinstallava su un proprio netbook basato sul chip GMA 500. Questi driver sono stati poi adattati per diverse distribuzioni per la gioia di coloro i quali vogliono usare il Pinguino sul piccolo netbook. Attualmente le distribuzioni per le quali esistono porting di questi driver sono (a mia conoscenza): Fedora 11, Mandriva 2010 (via repository ufficiali), Ubuntu e derivate.

Mandriva non l’ho provata. Ho provato però Fedora ma devo lamentare una non completa stabilità dei driver (alle volte il netbook si bloccava in fase di arresto oppure in fase di avvio del sistema): il vantaggio era che i driver si installano in maniera molto semplice. Ubuntu 9.10 invece mi ha dato, rispetto a Fedora, molti più problemi per l’installazione ma dall’altro verso ho avuto una completa compatibilità del sistema con il netbook ed una perfetta stabilità dei driver grafici. In questa piccola guida analizzerò quindi i passi necessari per installare i suddetti driver su Ubuntu Karmic Koala 9.10.

continua…

Eccomi dopo alcuni mesi di pausa durante i quali ho vissuto internet ed i computer in maniera passiva: mi sono dilettato a navigare, senza usare troppo impegnativamente i computer. Mi sono anche iscritto ad alcuni browser game, quei giochini online che si fanno usando il nostro browser…

Ma veniamo alle cose serie. Alla fine della scorsa estate mi sono comprato l’Asus Eee 1101 HA, uno di quei netbook che vanno per la maggiore. Effettivamente devo dire che sono molto comodi: rispetto ad un portatile, ingombrano la metà.

Ho scelto il 1101 HA perché aveva il dislpay ad 11″ (quindi non il solito dispaly da cellulare) ed un HD da 160 GB tradizionale, oltre ad 1 GB di RAM, un processore a 1,33 GHz ed una batteria a 6 celle (la Asus dichiara da 8 a 11 ore di autonomia). E non ultimo un bellissimo design. Eccolo:

Il grosso problema di questo netbook è che ha un chip grafico, l’Intel GMA500, per cui è difficile trovare i driver per Linux. Questo perché il chip in questione non è prodotto da Intel stessa ma è fabbricato su licenza di terzi (Rendition, se non ricordo male: è infatti un’evoluzione dei vecchi PowerVR) ed i driver sono proprietari. Esistono dei driver per Linux solo perché questo chipset è montato anche su alcuni netbook Dell per i quali questa Casa costruttirce rilasciava versioni ad hoc di Ubuntu. Da quei driver molte distribuzioni hanno derivato dei driver per le ultime versioni dei loro prodotti: ecco quindi che tramite repository aggiuntivi nuovi e funzionanti driver per l’Intel GMA500 sono disponibili per Fedora 11, Mandriva 2010 e Ubuntu 9.10. Io personalmente ho scelto quest’ultima distribuzione perché ormai la conosco abbastanza bene. Tutto gira liscio e l’accelerazione 2D/3D c’è e si vede. Il sistema è reattivo e snello (solo 180 MB di memoria impegnata per avere Gnome con gli effetti 3D) con l’unica pecca che le batterie non durano così tanto come su Windows: questo probabilmente perché il tool Asus di gestione energetica disponibile per Windows esegue anche un downclock non dichiarato, altrimenti non si spiega come si possa arrivare anche a 10 ore di autonomia.

Sono passati 8 anni eppure gli attentati dell’11 settembre al cuore degli Stati Uniti d’America resta ancora un ricordo fresco e doloroso… Come non dimenticare l’immagine simbolo di New York, quel panorama frastagliato di grattacieli, attraversato dal fumo uscente dalle cime delle Torri Gemelle?

Le Torri Gemelle che bruciano, 11 settembre 2001

Le Torri Gemelle che bruciano, 11 settembre 2001

Cordoglio per tutte le innocenti vittime di quelle stragi.

Alle 22:17 (ora italiana) di 40 anni fa esatti (era il 20 luglio 1969) l’uomo atterrava sulla Luna: il modulo lunare Eagle della missione spaziale americana Apollo 11 toccava infatti il suolo del nostro satellite. Era la prima missione con un equipaggio umano a bordo che raggiungeva la Luna.

Circa 6 ore e mezza dopo l’allunaggio, l’astronauta e capo della missione Neil Armstrong scese dalla scaletta del modulo lunare e posò il primo piede sulla Luna esclamando una tra le più celebri frasi della storia: “Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità“.

Neil Armstrong al lavoro sulla strumentazione dell'Apollo 11

La missione, iniziata il 16 lugio con il lancio da Cape Canaveral, si concluse il 24 luglio con l’ammaraggio del modulo di comando nell’Oceano Pacifico.

Chi usa Linux conoscerà senz’altro i filesystem ext2 ed ext3, sicuramente i più diffusi filesystem sul Pinguino: sono affidabili, stabili ed ultra-testati, una vera sicurezza per i dati dei nostri sistemi.

Ma c’è un piccolo problemino che dà, spesso, un po’ di noie: questi filesystem sono impostati di default per fare un controllo strutturale ogni circa 30 montaggi. Se ciò non disturba chi il PC lo usa poco o lo lascia per molto tempo acceso, la cosa diventa ittirante se invece siete tra quelli che, come me, avviate e riavviate il sistema anche un paio di volte al giorno. Va a finire che l’intervallo fra 2 controlli successivi diventa molto breve, ed un controllo di un filesystem bello corposo e ricco di file richiede anche diversi minuti, soprattutto se l’hardware non è potentissimo (caso dei portatili) oppure non recentissimo (caso di molti desktop).
continua…

Stasera mi sono imbattuto in un video shock sulla sicurezza al volante. Sono ricostruzioni fatte con attori ma che descrivono scene realmente accadute. Un consiglio a tutti quelli che guidano: guardatelo… …e riflettete. Ripensateci ogni volta che, alla guida della vostra auto, vi viene di distrarvi o di schiacciare l’acceleratore. Ricordatevi che per strada non siete soli: una vostra disattenzione o un vostro errore magari lasciano voi incolumi ma può rovinare la vita di altre persone.

P.S.: non ho messo il filmato direttamente in questo post perché è molto forte.

Sinceramente sono rimasto un po’ deluso dall’uscita dell’ultima versione di Ubuntu, la 9.04. Mi aspettavo di più: il tema è sempre quello, dopo anni di richieste di cambiamenti da parte degli utenti; la pesantezza del sistema mi pare stia inesorabilmente aumentando, versione dopo versione; la scelta di abbandonare il precedente gestore degli aggiornamenti in favore di un’applicazione in Python mi pare poco felice (obbliga ad avere in background l’interprete di questo linguaggio, e poi l’applicazione stessa notifica gli aggiornamenti ogni 7 giorni, con le impostazioni standard…); il nuovo sistema di notifica dei messaggi è carino, ma non c’incastra nulla col resto del tema grafico (così come la finestra di login grafico di GDM: bella ma fuori posto)…

Ho quindi deciso di tornare ad Arch Linux, la distribuzione che avevo provato per qualche mese un paio di anni fa, durante il mio periodo “sabbatico” dopo l’abbandono di OpenSUSE e prima di “adottare” Ubuntu.

Ebbene, a distanza di un paio d’anni non solo scopro che la distribuzione ha fatto buoni progressi, sia per quanto riguarda il riconoscimento hardware, sia per quanto riguarda la comunità, che è cresciuta enormemente (e conseguentemente il supporto), ma i principi che erano alla base della disto 2 anni fa sono rimasti gli stessi: tenere le cose semplici. Ecco quindi una distribuzione ancora leggera, veloce (è compilata esclusivamente per sistemi i686), che non installa cose inutili né non richieste, “rolling release” (una volta installata, l’aggiornamento periodico tiene la distribuzione sempre aggiornata all’ultima versione di tutti i pacchetti, kernel compreso), e personalizzabile al 100%. Sono passato dal desktop manager LXDE a Gnome in pochi minuti; ho sostituito Metacity con Openbox come gestore delle finestre con pochi click; ho messo il leggero window manager di XFCE, XFWM4, su Gnome, così da avere anche un compositer semplice ed usabile anche sul mio portatile, con pochi ma utili effetti grafici, semplicemente installando un paio di pacchetti e modificando un file.

E poi la disponibilità di software è completa: i repository sono ricchi di applicazioni già compilate ma, se qualcosa manca, basta crearsi un file PKGBUILD ed il sistema compila il software direttamente dai sorgenti; se poi tale file si spedisce sul repository della comunità (AUR), anche gli altri utenti di Arch Linux sparsi per il mondo potranno godere del frutto del lavoro. Così ho fatto, per esempio, per la versione SVN di Gambas ;-)

Arch Linux con Gnome e XFWM4+composite