Vai ai contenuti

Archivio

Categoria: Ecologia

feb 15

Debian 5.0 LennyFreschissimo rilascio tra le distribuzioni Linux, Debian. Esce oggi infatti Debian 5.0 “Lenny”, l’ultima versione di una delle più note, importanti e storiche distribuzioni, paladina del free software (la filosofia Debian è quella di utilizzare solo programmi liberi) e largamente usata come base per altre importanti distribuzioni (Ubuntu, Damn Small Linux, MEPIS, Knoppix ed altre).

Disponibile per 12 diverse architetture, sviluppata in 22 mesi, offerta con i desktop manager KDE (3.5.10, niente KDE 4), GNOME (2.22.2), Xfce (4.4.2) e LXDE (0.3.2.1), Debian 5.0 presenta numerosi pacchetti aggiornati, tra cui: X.Org 7.3, OpenOffice 2.4.1, GIMP 2.4.7, Iceweasel 3.0.6 e Icedove 2.0.0.19 (al posto di Firefox e Thunderbird), GCC 4.3.2, Python 2.5.2, Perl 5.10.0, PHP 5.2.6, Inkscape 0.46, Kernel 2.6.26.

Si possono scaricare le immagini da qui (protocollo BitTorrent) oppure da qui (protocollo HTTP/FTP).

L’altro giorno ero per caso in uno di questi grossi centri del fai-da-te (quello con il Castoro arancione/nero, per capirsi) ed ho trovato alle casse un articolo veramente intelligente, nonché ecologico: si tratta di una torcia a led con batterie ricaricabili.

Dove sta l’idea, direte voi? Nel metodo di ricarica! La torcia in questione presenta al suo interno una piccola dinamo che viene azionata da una cordicella con relativo anello per le dita, che si riavvolge nel fondo del manico della stessa. Così non solo non dovrete più cambiare le batterie alla torcia ma non sarete neanche più costretti a ricaricare le stesse alla presa di casa: basterà qualche “tiratina” alla cordicella per avere il pieno di energia (pulita).

Torcia ecologica con ricarica a dinamo

La batteria interna alla massima carica può alimentare i 3 led bianchi responsabili del fascio luminoso per circa 2 ore consecutive.

Veramente un acquisto sensato da consigliare a tutti a chiunque: è una torcia che sta dovunque (solo 11 cm di lunghezza), comoda da tenere in auto per qualsiasi emergenza, in casa per un blackout improvviso, in tasca di chi fa escursionismo o va a pesca di notte.

Sempre più spesso sentiamo dire che i produttori di automobili stanno studiando fonti energetiche alternative con cui alimentare i motori al posto dei derivati del petrolio (benzina e gasolio). Uno dei sostituti definiti “eccellenti” è l’idrogeno, che viene indicato come carburante da tutti i giornalisti e addirittura dai responsabili delle stesse Case automobilistiche.

Vorrei sfatare questo mito e chiarire una volta per tutti che l’idrogeno non è un carburante: un carburante è la benzina o il metano, ma non il gas in oggetto, perché l’energia che serve per produrlo e stoccarlo è superiore a quella che si ottiene poi utilizzandolo come carburante. Cito dalla Wikipedia:

L’idrogeno non è una fonte di energia, ma un vettore energetico, che attualmente è oggetto di dibattito poiché la sua produzione è inefficiente dal punto di vista termodinamico e richiede un’energia maggiore di quella che consente di risparmiare se usato come combustibile. L’unico modo di usare l’idrogeno come fonte di energia è la fusione nucleare, che potenzialmente potrebbe risolvere i problemi energetici mondiali poiché piccole quantità di questo gas producono quantità enormi di energia. La fusione nucleare è però ancora oggetto di ricerca. La molecola d’acqua è piu stabile e quindi meno energetica, dell’ossigeno e dell’idrogeno separati. I processi “naturali” portano un sistema da un’energia piu alta ad una piu bassa tramite una trasformazione. Per le leggi della termodinamica l’estrazione di idrogeno dall’acqua non può avvenire come reazione inversa a costo zero, cioè senza spendere lavoro. Qualsiasi metodo di estrazione comporta un costo che è pari all’energia liberata poi dalla combustione dell’idrogeno, ed in realtà è maggiore perchè non esiste macchina con rendimento pari al 100% durante il processo di estrazione.

Vorrei quindi sensibilizzare tutti coloro che parlano dell’idrogeno nell’utilizzare i giusti termini e vorrei anche invitare le Case automobilistiche a finirla di ingannare la gente facendo credere che l’idrogeno risolverà tutti i nostri mali. Non è vero: risolverà solo quelli loro (vale a dire le vendite di auto). Lo sanno benissimo che l’idrogeno non è una fonte energetica ma ce lo propinano lo stesso come tale perché fa ecologico.

L’altro giorno mi è venuto da pensare su quanta energia elettrica viene consumata (e sprecata!) per le cosiddette “lucine” di Natale, vale a dire tutti gli addobbi luminosi che la società consumistica ci obbliga ormai a mettere in giro già con più di 1 mese di anticipo rispetto alla data del Natale. Basta girare per una qualunque città e vediamo chilometri e chilometri di addobbi luminosi adornare le vie. Per non parlare di quello che succede nei centri commerciali! E, nel nostro piccolo, anche noi contribuiamo a tutto questo spreco di corrente, con lucine multicolori per l’albero di Natale ed il balcone di casa!

E con lo spreco energetico, arriva anche l’inquinamento atmosferico, perché tutta quella energia elettrica viene prodotta in Italia, come già vi ho detto, prevalentemente da centrali termoelettriche (carbone, petrolio, metano).

Viviamo il Natale, sì, ma viviamolo anche in un modo più sensibile all’ambiente.

Ieri sono andato a fare la spesa in un supermercato. Fuori c’erano circa 5-6 gradi, dentro almeno (dico almeno) 4 volte tanto! Un’aria calda ed irrespirabile da quanto era secca.

All’ingresso pareva di affacciarsi sul Sahara da una finestra posta al Polo Nord! E’ deleterio sia per la salute che per l’ambiente avere queste temperature da tropici con differenze di 15-20 gradi rispetto all’esterno. Immagino l’impianto di condizionamento quanta energia consumi per mantenere quel livello di calore. A noi cittadini impongono di non superare i 20°C all’interno delle abitazioni e, quando c’è la crisi del gas, di abbassare il riscaldamento di 1 o 2 gradi… ma per i centri commerciali dei mari del sud queste regole non valgono?

Sull’onda del disastro di Chernobyl il popolo italiano scelse nel 1987 di abolire il nucleare come forma di energia. Questo comportò la chiusura di diversi impianti nucleare (in Italia all’epoca ce n’erano 5: Garigliano, Latina, Trino Vercellese, Caorso ed il famoso di Montalto di Castro, capace di 1000 Megawatt di potenza) e la costruzione di numerose centrali termiche. Sì, perché l’Italia ha come principale fonte energetica quella termoelettrica: si bruciano combustibili fossili (principalmente petrolio, poi carbone e gas metano) per produrre l’energia elettrica. Questo comporta, oltre ad una dipendenza dai Paesi esteri (perché la presenza di tali sostanze sul nostro Paese è limitatissima), anche un notevole inquinamento, dato che la loro combustione produce anidride carbonica ed altre sostanze inquinanti.

Come amante della natura non posso non essere a favore del nucleare, essendo in confronto al petrolio ed al carbone molto meno inquinante.

continua…

Risparmiare energia vuol dire risparmiare le risorse della Terra. E la Terra che i nostri figli riceveranno sarà tanto migliore quanto meglio l’avremo tenuta noi. Siccome le risorse energetiche del nostro pianeta non sono infinite dobbiamo imparare ad usare meglio ciò che la Terra ci mette a disposizione ma, soprattutto, a pensare al futuro. continua…