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Categoria: Informazione

L’altra sera ho iniziato a leggere Star Trek – Il fantasma, un libro scritto da William Shatner ambientato ovviamente nell’universo di Star Trek. Dopo poche pagine ad un certo punto leggo del DiPAD, un dispositivo portatile in grado di visualizzare delle foto!

Mi sono subito collegato all’HyperTrek cercando ulteriori approfondimenti, non ricordando il DiPAD. La ricerca è stata breve… ed ecco trovato il DiPAD in tutto il suo splendore! Il modello qui sotto è quello in uso nel XXIV secolo, ai tempi delle gesta di “Star Trek: The Next Generation” ma le informazioni riportate sulla scheda lo citano già a bordo dell’Enterprise del Capitano Archer, XXII secolo, quindi conosciuto ed usato anche dal Capitano Kirk:

Un DiPAD di Star Trek: The Next Generation

Il DiPAD, o Dispositivo Personale di Acquisizione Dati, è la traduzione italiana di PADD, o Personal Access Display Device, che altro non è se non un terminale di accesso remoto dotato di memoria e capacità elaborative e che può essere connesso ad altri sistemi, quali ad esempio il computer della nave su cui opera il suo possessore.

Beh, trasportando il DiPAD ai giorni nostri, abbiamo l’iPAD di Apple: un terminale remoto al quale è possibile far eseguire applicativi e che possiamo collegare al sistema informatico dell’ambiente in cui opera il suo possessore, vale a dire connetterlo al sistema wireless della propria abitazione :-)

E così scopriamo che Steve Jobs è anche appassionato di Star Trek.

Ieri 30 marzo 2010 è iniziata una nuova èra per la fisica nucleare.

All’LHC, Large Hadron Collider, o Grande Collidore di Adroni, è stato registrato intorno alle ore 13 la prima collisione avvenuta alla più alta energia artificiale mai sviluppata prima: 7 TeV (TeV=Tera elettronVolt), vale a dire 7.000 miliardi di elettronVol. Per capire l’ordine di grandezza dell’energia basti pensare che le particelle caricate emesse durante le esplosioni nucleari hanno un’energia che varia da 0,3 a 3 MeV (MeV = Mega elettronVolt), vale a dire 0,3 a 3 milioni di elettronVolt. Il risultato è stato ottenuto utilizzando 2 fasci di particelle che viaggiavano nell’anell0 dell’LHC in direzioni opposte ed accelerati entrambi a 3,5 TeV.

Questa è un’immagine di una collisione registrata qualche minuto dopo la prima:

Collisione a 7 TeV all'LHC

Collisione a 7 TeV all'LHC

Cosa si aspettano gli scienziati dall’LHC, che lavorerà ininterrottamente per 18/24 mesi? La possibilità di scoprire la materia oscusa, nuove forze finora sconosciuta, forse nuove dimensioni e magari anche l’ipotizzato e mai osservato finora bosone di Higgs, che la teoria afferma esistesse nei primissimi istanti del Big Bang.

Sono passati 8 anni eppure gli attentati dell’11 settembre al cuore degli Stati Uniti d’America resta ancora un ricordo fresco e doloroso… Come non dimenticare l’immagine simbolo di New York, quel panorama frastagliato di grattacieli, attraversato dal fumo uscente dalle cime delle Torri Gemelle?

Le Torri Gemelle che bruciano, 11 settembre 2001

Le Torri Gemelle che bruciano, 11 settembre 2001

Cordoglio per tutte le innocenti vittime di quelle stragi.

Alle 22:17 (ora italiana) di 40 anni fa esatti (era il 20 luglio 1969) l’uomo atterrava sulla Luna: il modulo lunare Eagle della missione spaziale americana Apollo 11 toccava infatti il suolo del nostro satellite. Era la prima missione con un equipaggio umano a bordo che raggiungeva la Luna.

Circa 6 ore e mezza dopo l’allunaggio, l’astronauta e capo della missione Neil Armstrong scese dalla scaletta del modulo lunare e posò il primo piede sulla Luna esclamando una tra le più celebri frasi della storia: “Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità“.

Neil Armstrong al lavoro sulla strumentazione dell'Apollo 11

La missione, iniziata il 16 lugio con il lancio da Cape Canaveral, si concluse il 24 luglio con l’ammaraggio del modulo di comando nell’Oceano Pacifico.

Stasera mi sono imbattuto in un video shock sulla sicurezza al volante. Sono ricostruzioni fatte con attori ma che descrivono scene realmente accadute. Un consiglio a tutti quelli che guidano: guardatelo… …e riflettete. Ripensateci ogni volta che, alla guida della vostra auto, vi viene di distrarvi o di schiacciare l’acceleratore. Ricordatevi che per strada non siete soli: una vostra disattenzione o un vostro errore magari lasciano voi incolumi ma può rovinare la vita di altre persone.

P.S.: non ho messo il filmato direttamente in questo post perché è molto forte.

Volevo spendere qualche parola in ricordo delle 250 e più vittime (dato aggiornato ad oggi) del terremoto che lunedì mattina alle 3:32 ha colpito l’Aquilano devastando e uccidendo: condoglianze a chi ha perso amici, parenti e persone care; forza coraggio per continuare a vivere; una preghiera per chi non c’è più.

E’ impressionante notare come il terremoto si sia accanito in quella zona: in meno di una due giorni ci sono state più di 40 scosse telluriche (fonte Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di cui una trentina di intensità superiore al 3° grado della scala Richter, 4 di grado superiore al 4° e 2 superiori al 5° grado. Queste ultime sono la scossa di lunedì mattina, la più forte di tutte e quella che ha devastato la zona, di magnitudine 5,8, e la scossa di ieri delle 19:47, di magnitudine 5,3.

Alle volte l’uso di nuovi programmi risulta un po’ ostico perché la documentazione può risultare essere disponibile solo in inglese, perché il programma è abbastanza complesso, perché si ha timore di combinare il solito disastro oppure per la somma di una o più delle precedenti condizioni.

Truecrypt è uno di questi applicativi: data l’importanza del compito che svolge e data la facilità con cui è possibile combinare il classico disastro (Truecrypt può formattare anche intere partizioni), i nuovi utenti possono sentirsi un po’ disorientati di fronte alla sua interfaccia.

Ho quindi pensato di scrivere una piccola guida per mostrare l’utilizzo delle funzioni base del programma: creeremo insieme un file contenitore cifrato che memorizzeremo su una chiavetta USB in modo da poter trasportare in tutta sicurezza i nostri dati.

continua…

Tre giorni dopo l’attacco ad Hiroshima, il comando militare americano ordinò il bombardamento di un’altra città giapponese, Kokura.

La mattina del 9 agosto, il bombardiere Bockscar, omologo del B-29 denominato Enola Gay che sganciò la bomba su Hiroshima, partì alla volta della città giapponese. Ma banchi nuvolosi oscurarono la visuale al pilota che, dopo 3 tornate sulla città, decise di ripiegare sull’obiettivo secondario, la città di Nagasaki.

Alle 11:02 il bombardiere sganciò sulla città la seconda bomba atomica della storia, denominata Fat Man (qui sotto):

Fat Man era differente da Little Boy: conteneva infatti circa 6,4 kg di Plutonio-239 contro i 60 Kg di Uranio-235 dell’altra. L’utilizzo del plutonio generò un’esplosione di potenza doppia rispetto a quella di Little Boy ed equivalente alla deflagrazione di 25.000 tonnellate di tritolo, creando un fungo atomico alto fino a 18 Km (vedi foto):

La bomba venne sganciata sulla zona industriale della città ed esplose a circa 470 metri d’altezza vicino a delle fabbriche d’armi, a quasi 4 km di distanza da dove inizialmente previsto. Questo “sbaglio” salvò gran parte della città, che rimase infatti protetta dalle colline circostanti l’area del bersaglio.

Tuttavia il computo delle vittime fu lo stesso drammaticamente elevato: secondo le stime, circa 40.000 dei 240.000 abitanti di Nagasaki morirono all’istante, e oltre 55.000 rimasero feriti, senza contare le persone morte nei mesi susseguenti l’esplosione a causa della ricaduta radioattiva.

Era il 6 agosto 1945. Alle ore 8:16 (ora locale) Little Boy, la prima bomba atomica ad essere utilizzata in un conflitto militare, fu sganciata dal bombardiere americano Enola Gay sulla città giapponese di Hiroshima.

La bomba esplose ad un’altezza da terra di 576 metri e sviluppò una potenza pari a quella generata dall’esplosione di 12.500 tonnellate di tritolo. Little Boy provocò circa 130.000 morti, 177.000 persone sfollate e morte negli anni a seguire dovuta alle radiazioni. Nel 2002 gli hibakusha (i colpiti dalle radiazioni del fallout nucleare), nonostante i 57 anni trascorsi, erano ancora 285.000.