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Categoria: Computer

Come si dice, 2 al prezzo di 1.

Segnalo infatti l’uscita della nuova versione 10.04 del sistema operativo Ubuntu nonché la pubblicazione del n°1 della e-zine Il resto del Pinguino, edita dalla comunità italiana dei programmatori Gambas.

Di Ubuntu potremmo parlare per ore per tutte le novità che introduce, piccole cose, non stravolgimenti, ma talmente tante e succose da far sembrare le precedenti versioni del sistema un’altra distribuzione. Qui voglio ricordare un tool per la scansione integrato nel desktop, una nuova icona nella sys-tray per la connessione a tutti i propri account di comunicazione, dal re dei social network Facebook ad MSN (tramite Empathy) a Twitter, un software di montaggio video, un Ubuntu Software Center usabile e funzionante, la rimozione di GIMP dall’installazione standard e, in ultimo ma non ultimo, un nuovo tema grafico. Sì, finalmente è stato rivisto il lato di Ubuntu che è sempre stato oggetto di critiche, utilizzando uno stile minimalista e pulito veramente eccellente. Ma per tutte le novità potete leggere, come detto, il n°1 de Il resto del Pinguino!

Qui devo fare un mea culpa perché la rivista è sì al n°1 ma questo non è il primo numero uscito! Abbiamo (come comunità Gambas-it) pubblicato anche un numero pilota, un cosiddetto n°0 che abbiamo utilizzato come test per la formattazione dell’e-zine e per saggiare il gradimento. E siamo rimasti talmente meravigliati dei download che ha fatto registrare questa bozza che abbiamo deciso di “dare alle stampe” il n°1, facendolo uscire in concomitanza con la nuova versione di Ubuntu perché l’articolo di copertina analizza, come detto, le novità introdotte con l’ultimo rilascio del sistema operativo di Canonical.

Ecco la lista degli articoli:

  • Ubuntu 10.04 Lucid Lynx: analizziamo le novità dell’ultima versione della nota distribuzione di Canonical
  • Guida alla programmazione in C: inizia una rubrica che insegnerà i rudimenti della programmazione con questo storico linguaggio
  • Su che cosa e come programmare: (2ª parte) come scrivere un programma, dall’analisi al codice
  • MyPaint: mini-recensione di un piccolo ma interessante programma di disegno artistico
  • I menu con Gambas: come aggiungere i menu programma alle vostre applicazioni
  • La funzione Replace(): impariamo ad usare questa semplice ma potente funzione di Gambas per la gestione delle stringhe
  • La cattedrale ed il bazar: (2ª parte)due stili di sviluppo del software a confronto, il modello “cattedrale” e quello “bazar”
  • Ed inoltre: News dal mondo informatico e Recensioni di libri

Tutti i numeri della rivista sono scaricabili da questa pagina.

Il mio processore (un Pentium-D a 3,40 GHz) ha 2 core integrati e supporta lo scaling della frequenza di lavoro.

Dal wiki della mia distro, ArchLinux, si legge che per impostare il governor “Ondemand” (che regola la frequenza in base al carico del sistema) fin dall’avvio basta inserire questo codice nel file /etc/rc.local:

cpufreq-set -g ondemand &
sleep 2 && echo xx > /sys/devices/system/cpu/cpu0/cpufreq/ondemand/up_threshold &
sleep 2 && echo xx > /sys/devices/system/cpu/cpu1/cpufreq/ondemand/up_threshold &

Dove xx rappresenta la percentuale di carico del sistema oltre la quale far variare la frequenza. Il wiki riporta che il comando cpufreq-set -q ondemand & varia la frequenza del primo core e che il secondo viene variato in automatico dal sistema. Mi sono accorto che questa affermazione non è vera perché il secondo viene regolato in base all’ultimo modulo di governor caricato nella sezione MODULES del file /etc/rc.conf.

Per far sì che entrambi i core siano impostate sul corretto governore, il codice va modificato come segue:

cpufreq-set -c 0 -g ondemand &
cpufreq-set -c 1 -g ondemand &
sleep 2 && echo 60 > /sys/devices/system/cpu/cpu0/cpufreq/ondemand/up_threshold &
sleep 2 && echo 60 > /sys/devices/system/cpu/cpu1/cpufreq/ondemand/up_threshold &

Solo così entrambi i core (identificati dal parametro “-c”) saranno impostati con il governor corretto (nell’esempio precedente ho impostato il comando affinché esegua lo scaling dopo che il carico di lavoro oltrepassa il 60%).

E’ stato rilasciato Gnome 2.30, l’ultimo aggiornamento della versione 2.x del popolare gestore di desktop.

Gnome 2.30

Gnome 2.30

Tra le novità segnalo:

  • Nautilus adesso dispone di una vista divisa a due colonne mentre la modalità predefinita è ora quella di “Esplorazione”, sostituendo quella “Spaziale”;
  • tante migliorìe su Empathy, il nuovo programma di messaggistica istantanea, tra cui (finalmente) il supporto per l’invio di file;
  • interventi anche su Tomboy, il gestore di note: autosincronizzazione automatica delle stesse, apertura quasi istantanea del programma, supporto per il copia-e-incolla di codice HTML;
  • rivista la sicurezza nella gestione degli utenti: adesso i permessi sono tutti gestiti da PolicyKit, quindi è stato rimosso il pulsante Sblocca che compariva in alcune finestre; la creazione/cancellazione degli utenti è molto più sicura e tutto viene svolto in automatico;
  • l’applet di Conteggio tempo per le attività svolte sul proprio sistema è stata migliorata ed è adesso disponibile anche come applicazione; presente ora il supporto per le etichette per le attività;
  • migliorato il supporto PDF in Evince;
  • riveduto Epiphany, il web browser di Gnome basato su Webkit, reintroducendo alcune funzionalità tolte nelle passate versioni (come i menu contestuali, le anteprime, il supporto alle favicon, ) nonché l’inserimento di nuove (come la memorizzazione delle password nello portachiavi di Gnome);
  • Vinagre, il software per collegarsi a desktop remoti, supporta ora le connessioni cifrate con SSH;
  • tante migliorìe a tutto l’ambiente Gnome (Gnome Terminal conserva ora tutte le righe in memoria per cui è possibile scorrere infinatamente il terminale; Brasero supporta meglio la copia di CD audio, ecc…);

Il prossimo rilascio di Gnome, previsto fra 6 mesi (secondo i piani, il 29/09/10), sarà COGNOME 3.0, la nuova versione attesa da tanto tempo. In vista di questo rilascio gli sviluppatori stanno eseguendo un intenso lavoro di ripulitura rimuovendo vecchie dipendenze e pacchetti obsoleti e rilasciando gli ultimi aggiornamenti: ad esempio GTK 2.20 è l’ultima versione delle librerie GTK.

Attendete l’ingresso dei nuovi pacchetti nei repo della vostra distro oppure compilate la nuova versione scaricando i pacchetti dal sito del progetto.

Lubuntu

mar 24

Era nell’aria da un po’ di tempo che Canonical volesse rilasciare una versione del suo sistema operativo GNU/Linux Ubuntu basata su LXDE, un gestore di desktop leggero, veloce e graficamente semplice ma carino. Con l’uscita della prossima Lucid Lynx ecco che il progetto si è concretizzato e, ad aprile, oltre alle versioni “storiche” Ubuntu con Gnome, Kubuntu con KDE e Xubuntu con XFCE, si affiancherà anche Lubuntu, dove la “L” sta proprio per LXDE. Qui sotto potete vedere un’anteprima di come appare il desktop con LXDE: la barra in basso è di stile classico, tipo quella che c’era in KDE3 per capirsi.

Lubuntu, il desktop

Se siete curiosi di provare questa nuova versione di Ubuntu, da questo link potete scaricare la ISO della live che, incredibile, è solo 395 MB di grandezza (circa il 40% in meno rispetto alla ISO standard di Ubuntu).

Stasera ho visto alcuni screenshot del prossimo Ubuntu 10.04: semplicemente stupendo. La veste grafica è stata completamente rivista, a partire dal boot fino ai temi del desktop.

Ecco alcune anteprime:

Ubuntu 10.04: boot

Ma le novità non si fermano qui. Come potete vedere tutto il sistema è stato oggetto di un eccellente lavoro di affinamento per migliorare le cose buone che già erano comparse nella 9.10. Un piccolo dettaglio: avete notato come i pulsanti per ridurre ad icona o ingrandire le finestre siano migrati a sinistra? Notate anche la pulizia dei temi, meravigliosamente semplici. Tutto rientra nella nuova linea di Canonical guidata dalla parola “Light”: Leggero. Per 6 anni Ubuntu è stato “umano”, con un tema ed una combinazione di colori che richiamavano la necessità ed il desiderio di fornire un sistema operativo a misura d’uomo. Anche il tema grafico si chiamava “Human” apposta… Ora le cose sono cambiate: i vertici hanno deciso di dare una rinfrescata totale ed hanno optato per una veste lineare e leggera, che non distragga l’utente dall’uso quotidiano del suo sistema operativo. Un unico appunto: quel rosa di sottofondo fa molto “MacOS X”…. forse sarebbe il caso di cambiarlo…

Per il resto vi rimando al 29 aprile 2010, data del rilascio ufficiale della nuova versione che, ricordo, è una LTS, o Long Time Support, vale a dire un rilascio con supporto a lungo termine.

Come è noto, da molto tempo programmo con Gambas, un Basic visuale in stile VB per Linux. Da un paio di anni curo anche il sito di riferimento della comunità italiana dei programmatori Gambas, www.gambas-it.org.
Adesso è nata l’idea e la volontà di pubblicare una e-zine per Linux, che abbiamo chiamato Il resto del Pinguino, titolo stuzzicante che richiama il noto giornale e che vuole indicare ai lettori che la nostra rivista parla anche di argomenti che altre e-zine dedicate a Linux non affrontano. La rivista sarà rilasciata in formato PDF liberamente scaricabile sotto licenza CC Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo. La rivista tratterà solo software free e open source.

Come sempre i contributi sono bene accetti…

Cosa mandare?
Recensioni di programmi o software, tutorial di ogni genere, howto, guide sulla programmazione (qualunque linguaggio, non solo Gambas), prove di distro, configurazioni di servizi e hardware, script per la bash ecc… L’importante è che l’argomento sia Linuxiano.

Come mandare?
E’ preferibile inviare un pacchetto compresso (sono accetti i formati .tar.gz, .tar.bz2 e .7z; NON inviare .zip) contenente l’articolo scritto in un file testo semplice (.txt per capirsi) con le eventuali immagini a corredo di dimensione max 800×800/1 MB cad. Alternativamente è possibile spedire il pezzo in formato .odt. NON inviare in formati proprietari (.DOC).

Dove mandare?
Alla casella di posta elettronica ilrestodelpinguino@gambas-it.org.

Per saperne di più vi rimando qui
Grazie per eventuali contributi.

Dopo alcuni giorni di lavoro ho terminato la ristrutturazione di Gambas-it, il portale della comunità italiana dei programmatori Gambas.

Abbandonata la vecchia struttura basata sul CMS Xoops per gestire il sito ed il forum con affiancato Mediawiki , ho optato per una divisione del sito in 3 parti: lasciando intatto il Wiki, ho installato Simple Machines Forum quale motore di forum (visto che è la sezione principale del sito, ho deciso di affidarmi a qualcosa di robusto e potente) ed ho poi tirato su un blog basato su WordPress quale contenitore delle news e dei download.

Il risultato è soddisfacente perché finalmente la comunità ha un forum come si deve.

Chi di voi ha acquistato l’Asus Eee 1101 HA avrà senz’altro notato come il supporto Linux per il suo chip grafico, l’odiatissimo (dai Linuxiani) Intel GMA 500, sia praticamente inesistente. Ciò è dovuto al fatto che, come ho detto nel mio precedente post, questo chipset è prodotto da una società terza e rimarchiato da Intel che non ne detiene quindi i diritti totali e non può rilasciare dei driver open-source dato che alcune porzioni del codice dei driver del costruttore non sono liberamente distribuibili. In attesa che Intel stessa rilasci dei driver completamente liberi e funzionanti dobbiamo barcamenarci con dei vecchi driver che sono stati rilasciati da Dell per una versione modificata di Ubuntu che preinstallava su un proprio netbook basato sul chip GMA 500. Questi driver sono stati poi adattati per diverse distribuzioni per la gioia di coloro i quali vogliono usare il Pinguino sul piccolo netbook. Attualmente le distribuzioni per le quali esistono porting di questi driver sono (a mia conoscenza): Fedora 11, Mandriva 2010 (via repository ufficiali), Ubuntu e derivate.

Mandriva non l’ho provata. Ho provato però Fedora ma devo lamentare una non completa stabilità dei driver (alle volte il netbook si bloccava in fase di arresto oppure in fase di avvio del sistema): il vantaggio era che i driver si installano in maniera molto semplice. Ubuntu 9.10 invece mi ha dato, rispetto a Fedora, molti più problemi per l’installazione ma dall’altro verso ho avuto una completa compatibilità del sistema con il netbook ed una perfetta stabilità dei driver grafici. In questa piccola guida analizzerò quindi i passi necessari per installare i suddetti driver su Ubuntu Karmic Koala 9.10.

continua…

Eccomi dopo alcuni mesi di pausa durante i quali ho vissuto internet ed i computer in maniera passiva: mi sono dilettato a navigare, senza usare troppo impegnativamente i computer. Mi sono anche iscritto ad alcuni browser game, quei giochini online che si fanno usando il nostro browser…

Ma veniamo alle cose serie. Alla fine della scorsa estate mi sono comprato l’Asus Eee 1101 HA, uno di quei netbook che vanno per la maggiore. Effettivamente devo dire che sono molto comodi: rispetto ad un portatile, ingombrano la metà.

Ho scelto il 1101 HA perché aveva il dislpay ad 11″ (quindi non il solito dispaly da cellulare) ed un HD da 160 GB tradizionale, oltre ad 1 GB di RAM, un processore a 1,33 GHz ed una batteria a 6 celle (la Asus dichiara da 8 a 11 ore di autonomia). E non ultimo un bellissimo design. Eccolo:

Il grosso problema di questo netbook è che ha un chip grafico, l’Intel GMA500, per cui è difficile trovare i driver per Linux. Questo perché il chip in questione non è prodotto da Intel stessa ma è fabbricato su licenza di terzi (Rendition, se non ricordo male: è infatti un’evoluzione dei vecchi PowerVR) ed i driver sono proprietari. Esistono dei driver per Linux solo perché questo chipset è montato anche su alcuni netbook Dell per i quali questa Casa costruttirce rilasciava versioni ad hoc di Ubuntu. Da quei driver molte distribuzioni hanno derivato dei driver per le ultime versioni dei loro prodotti: ecco quindi che tramite repository aggiuntivi nuovi e funzionanti driver per l’Intel GMA500 sono disponibili per Fedora 11, Mandriva 2010 e Ubuntu 9.10. Io personalmente ho scelto quest’ultima distribuzione perché ormai la conosco abbastanza bene. Tutto gira liscio e l’accelerazione 2D/3D c’è e si vede. Il sistema è reattivo e snello (solo 180 MB di memoria impegnata per avere Gnome con gli effetti 3D) con l’unica pecca che le batterie non durano così tanto come su Windows: questo probabilmente perché il tool Asus di gestione energetica disponibile per Windows esegue anche un downclock non dichiarato, altrimenti non si spiega come si possa arrivare anche a 10 ore di autonomia.

Chi usa Linux conoscerà senz’altro i filesystem ext2 ed ext3, sicuramente i più diffusi filesystem sul Pinguino: sono affidabili, stabili ed ultra-testati, una vera sicurezza per i dati dei nostri sistemi.

Ma c’è un piccolo problemino che dà, spesso, un po’ di noie: questi filesystem sono impostati di default per fare un controllo strutturale ogni circa 30 montaggi. Se ciò non disturba chi il PC lo usa poco o lo lascia per molto tempo acceso, la cosa diventa ittirante se invece siete tra quelli che, come me, avviate e riavviate il sistema anche un paio di volte al giorno. Va a finire che l’intervallo fra 2 controlli successivi diventa molto breve, ed un controllo di un filesystem bello corposo e ricco di file richiede anche diversi minuti, soprattutto se l’hardware non è potentissimo (caso dei portatili) oppure non recentissimo (caso di molti desktop).
continua…